“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Art. 11 della Costituzione Italiana

L’Assemblea Costituente si è dimostrata molto saggia nella definizione di questo importantissimo articolo della nostra Costituzione, una saggezza nata dall’esperienza diretta della devastazione fisica e morale prodotta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Come umanisti nonviolenti non possiamo che condividere tale saggezza e spingerla più in là, giungendo a ripudiare qualsiasi forma di violenza come metodo di risoluzione dei conflitti.

Alcuni Padri Costituenti avevano vissuto anche gli avvenimenti convulsi che portarono alla Prima Guerra Mondiale, anch’essa devastante ed in qualche modo preludio della Seconda.

Riteniamo ci siano alcune analogie tra le condizioni che hanno scatenato la Grande Guerra e quelle che stiamo vivendo in questi giorni: un nazionalismo spinto principalmente per guadagnare potere ed appoggio delle popolazioni e un evento scatenante che può innescare un’escalation a cui nessuno delle potenze in conflitto vorrebbe arrivare.

Nello specifico l’attacco missilistico di ieri notte in Siria ci preoccupa perché ricorda nelle sue dinamiche internazionali l’attentato di Sarajevo del 1914; anche se il rischio di un’escalation immediata pare per il momento scongiurato, le potenze coinvolte stanno pericolosamente ballando intorno ad un profondissimo baratro, aumentando il rischio che un qualsiasi incidente renda la situazione irrecuperabile.

I gruppi di base de La Comunità per lo Sviluppo Umano parteciperanno o promuoveranno quindi nei prossimi giorni manifestazioni contro la guerra in tutti i luoghi in cui operano perché ritengono urgente e necessario far comprendere all’apparato militare-industriale che le popolazioni non si faranno trascinare ancora una volta nel conflitto definitivo, peraltro con dubbie per non dire false motivazioni, sia in Italia che nel resto del mondo.

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Prendere coscienza, imparare e produrre azioni concrete basate sulla Metodología della Nonviolenza, è l’unico cammino per eliminare la violenza nel Mondo”.

Nel 2007, l’Assemblea Generale dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) dichiarò il 2 Ottobre, giorno della nascita del Mahatma Gandhi, come “Giornata Internazionale della Nonviolenza”. Così, quest’anno viene festeggiato il suo decimo anniversario.

La violenza colpisce il mondo e si espande nel pianeta sottoforma di guerre convenzionali, territori occupati, minacce nucleari (che potrebbero sfociare in una catastrofe nucleare futura) carestie, migrazioni di massa, sfruttamento economico, crisi di milioni di rifugiati, attacchi terroristici, violenza nelle scuole, nelle città e nelle famiglie. Ma si manifesta anche come violenza interna nelle persone esprimendosi come sofferenza interna. La violenza in tutte le sue manifestazioni (fisica, economica, razziale, religiosa, morale e psicologica) è parte integrante di un sistema individualista e disumanizzante la cui metodologia d’azione genera sempre più violenza.

La soluzione al problema alle differenti forme di violenza esiste, e consiste nell’applicazione di una precisa metodologia: la “Metodologia della NonViolenza Attiva”

La Nonviolenza è una metodologia d’azione che dà impulso ad una profonda trasformazione individuale e sociale.

La Nonviolenza è una forza capace di modificare la direzione violenta e disumana degli eventi attuali.

La Nonviolenza promuove una nuova attitudine interna ed esterna di fronte alla vita ed ha come pilastri fondamentali:

  • Il cambiamento personale, il rafforzamento e lo sviluppo interiore e simultaneamente la trasformazione sociale.

  • Il rifiuto e il vuoto alle differenti forme di discriminazione e di violenza.

  • La non-collaborazione alle pratiche violente.

  • La denuncia di tutte le situazioni di discriminazione e violenza.

  • La disubbidienza civile di fronte alla violenza istituzionalizzata.

  • L’organizzazione e la mobilitazione sociale, volontaria e solidale.

  • Lo sviluppo delle virtù personali e delle migliori e più profonde aspirazioni umane.

La Metodologia della nonviolenza è stata espressa nella Storia con azioni e sviluppi chiari nel tentativo di trasformare il mondo. In tal senso, contributi importanti sono stati realizzati da Leon Tolstoi, Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Mandela, e più recentemente dalla Guida della nonviolenza e fondatore della corrente di pensiero conosciuta come Nuovo Umanesimo, Silo.

La Metodologia della nonviolenza si manifesta anche attraverso le migliaia e migliaia di azioni comuni a cui danno impulso in tutto il pianeta quotidianamente milioni di persone. Organizzazioni, gruppi di volontari e singoli individui che con spirito solidale cercano di trasformare le situazioni di violenza che esistono intorno a loro.

Sono segnali della nonviolenza, segnali di una nuova spiritualità e una nuova solidarietà. Segnali di un nuovo orizzante personale e sociale che abbiamo bisogno di costruire. Sono i segnali di un’evoluzone nonviolenta di cui ciascuno può essere parte.

E’ il momento opportuno perchè si manifesti il messaggio calmo e potente della Nonviolenza. Un momento di grande necessità nel quale si devono esprimere le nostre migliori qualità per costruire un futuro non violento.

Il prossimo 2 Ottobre irradieremo nel mondo con Forza

il messaggio che dice:

“La Nonviolenza è l’unica soluzione”