Fai volare la Nonviolenza
Per celebrare la giornata mondiale della nonviolenza abbiamo fatto un tavolino stradale in Via Padova. Questa via e' un crogiolo di culture, in quanto ci vivono asiatici, latinoamericani e africani, oltre agli italiani. In seguito a un recente fatto di sangue, la zona e' oggetto di una campagna diffamatoria da parte dei media e di misure restrittive da parte del comune. Il comune ha istituito un coprifuoco serale e la zona e' pattugliata giorno e notte da militari e polizia. Qui il 2 ottobre abbiamo fatto un tavolino per sensibilizzare i passanti. Una persona tra i vari contatti e' poi venuta alla riunione settimanale.
Benvenuti
La Comunità per lo sviluppo umano è stata creata a metà degli anni ’80 come organismo sociale e culturale del Movimento Umanista.
Si ispira alla corrente di pensiero conosciuta come Nuovo Umanesimo e i suoi obiettivi sono lo studio, lo sviluppo, la diffusione e l’insediamento di una nuova cultura basata sulla nonviolenza.
2 ottobre 2010: anche Torino celebra la giornata mondiale della nonviolenza
Il 2 ottobre, Giornata Mondiale della Nonviolenza e data di nascita di Gandhi, noi organizzazioni promotrici abbiamo realizzato insieme una giornata di impegno, di lotta, di conoscenza reciproca, di apertura e di festa per affermare:
1 - Il rifiuto della guerra e della violenza come metodo per risolvere i conflitti
2 - l’uguaglianza di tutti gli esseri umani ed il diritto di ognuno a godere delle stesse opportunità degli altri
3 - l’accettazione e la valorizzazione delle diversità personali e culturali
4 - la libertà di professare qualunque idea e credenza
5 - la necessità della nonviolenza attiva come metodologia delle nuove forme di impegno
L’evento si è svolto in piazza Carignano a Torino il 2 ottobre 2010 a partire dalle ore 15.00 fino alle 19.00.
In Piazza erano allestiti i gazebo che hanno ospitato le varie organizzazioni partecipanti ed uno spazio comune in cui si sono esibiti gli artisti ed i gruppi multietnici.
La metodologia d’azione: la nonviolenza attiva
- Il rifiuto e il vuoto alle diverse forme di discriminazione e di violenza.
- La non collaborazione con le pratiche violente.
- La denuncia di tutti i fatti di violenza e di discriminazione.
- La disobbedienza civile di fronte alla violenza istituzionalizzata.
- L’organizzazione e la mobilitazione sociale, volontaria e solidale.
- L’appoggio deciso a tutto ciò che favorisce la nonviolenza attiva.
- Il superamento delle radici della violenza in se stessi; lo sviluppo delle virtù personali e delle migliori e più profonde aspirazioni umane.
Secondo questa metodologia, l’azione per la trasformazione sociale non si oppone all’azione per la trasformazione personale. Al contrario, La Comunità le intende come intimamente vincolate e, di conseguenza, propone un agire simultaneo per superare tanto la violenza sociale (esterna) quanto la violenza personale (interna).
Si tratta in definitiva di un progetto personale e sociale che cerca di superare l’attuale crisi di violenza, disorientamento e mancanza di senso che soffre l’essere umano. Questo progetto si sintetizza nell’ideale di umanizzare la Terra.
La violenza nelle sue molteplici manifestazioni è una delle caratteristiche principali del sistema sociale attuale. Ogni conflitto, sia individuale che sociale, deriva dalla situazione di violenza. La violenza sta crescendo e invadendo tutti gli ambiti della vita personale, di gruppo e sociale; si è insediata nel pensare e nel sentire di una società, che pericolosamente l’osserva avanzare, mentre si consolida una falsa ideologia che afferma: “Non esiste soluzione al problema della violenza”.
La soluzione al problema delle diverse forme di violenza esiste, e risiede nell’applicazione di una metodologia precisa: la “Metodologia della Nonviolenza Attiva”.
Una scala di valori
I sei punti fondamentali di questa scala di valori sono:
- In primo luogo si ubica l’essere umano come valore e preoccupazione centrale, in modo tale che niente sia al di sopra dell’essere umano e che nessun essere umano sia al di sopra di un altro.
- In secondo luogo, si afferma l’uguaglianza di tutte le persone e pertanto si lavora per il superamento della semplice formalità di avere uguali diritti di fronte alla legge, per avanzare verso un mondo di uguali opportunità per tutti.
- In terzo luogo, si riconosce la diversità personale e culturale. Si affermano pertanto le caratteristiche proprie di ogni popolo, condannando ogni discriminazione che si realizzi in base a differenze economiche, razziali, etniche e culturali.
- In quarto luogo, si auspica ogni tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra delle limitazioni imposte al pensiero da pregiudizi accettati come verità assolute e immutabili.
- In quinto luogo, si afferma la libertà di idee e credenze e, per ultimo:
- si ripudia ogni forma di violenza, considerando non solamente la violenza fisica come fattore unico, ma anche la violenza economica, la violenza razziale, la violenza religiosa, la violenza morale e psicologica, come casi quotidiani e radicati in tutte le regioni del pianeta.
Obiettivi
Gli obiettivi de La Comunità (per lo sviluppo umano) sono lo studio, lo sviluppo, la diffusione e l’insediamento di una nuova cultura basata sulle idee fondamentali dell’Umanesimo Universalista.
La Comunità dà impulso a progetti nei differenti ambiti della vita personale e sociale, per l’applicazione concreta di questa nuova cultura.
Antecedenti
La Comunità (per lo sviluppo umano) è stata creata a metà degli anni ’80 come l’organismo sociale e culturale del Movimento Umanista. Quest’ultimo è sorto il 4 maggio 1969 con una esposizione pubblica del suo fondatore, Silo, conosciuta come “La Guarigione della Sofferenza”, tenuta in una località della Cordigliera delle Ande chiamata Punta de Vacas, vicino alla frontiera tra l’Argentina e il Cile.
Il Movimento Umanista si basa sulla corrente di pensiero conosciuta come Nuovo Umanesimo o Umanesimo Universalista, le cui idee sono sviluppate nell’opera di Silo2 e in quella di diversi autori che ad essa si sono ispirati.
Questo pensiero, che implica anche un sentimento e un modo di vivere, si plasma in molteplici campi del fare umano e dà origine a diversi organismi e fronti di azione che si applicano nei propri campi specifici di attività con un obiettivo comune: umanizzare la terra, contribuendo così all’aumento della libertà e della felicità degli esseri umani. Inoltre hanno in comune la metodologia della Nonviolenza Attiva e propongono il cambiamento personale in funzione della trasformazione sociale.
Altri organismi che sono sorti dallo stesso Movimetno Umanista sono la Convergenza delle Culture, il Partito Umanista, Mondo senza Guerre e senza Violenza e il Centro Mondiale di Studi Umanisti.
Attività di sensibilizzazione: "Palle nonviolente"
Per festeggiare la Giornata Internazionale della Nonviolenza, la nostra equipe ha organizzato, durante la giornata, uno stand di sensibilizzazione al centro di Roma.
L'interesse era sensibilizzare e far connettere la gente sulla situazione violenta in cui viviamo, e poi spiegargli cos'è, e che obiettivi ha la Comunità per lo Sviluppo Umano.
Abbiamo fatto questo fermando le persone con una inchiesta adatta al tema.
La sera abbiamo organizzato una cena a tema, in cui in ogni tavolo si parlava del tema della nonviolenza a partire da frasi spunto poste sul menu del tavolo.
