Viviamo in un momento in cui gli incitamenti verso le violenze di ogni tipo sono sempre più frequenti e diviene sempre più urgente, quindi, creare stimoli verso la direzione opposta, verso la nonviolenza attiva. Lo scaffale nasce proprio per essere una presenza quotidiana nei quartieri, nelle scuole e biblioteche, per esortare all’uso della metodologia della nonviolenza attiva.
Lo scaffale infatti dovrebbe essere nello stesso tempo, un luogo e un simbolo che racchiuda insieme il significato di un Totem e di una Mascotte. Un Totem perché sarà sentito da ragazze/i come una presenza protettiva e liberatoria, non solo per se stessi, ma per l’essere umano, per la sua sacralità e spiritualità, dandogli un senso di apertura verso il futuro. Una Mascotte, qualcosa che accompagna e da accudire e accrescere insieme, nelle scuole o nei quartieri dall’intera comunità.
Il suo contenuto di libri e filmati costituirà una fonte di educazione alla nonviolenza, per conoscerla, comprenderla, imparare a praticarla. Si apprenderà come nella storia umana i successi duraturi nella risoluzione dei conflitti e nella la difesa dei diritti umani siano stati ottenuti con la pratica di metodi nonviolenti, al contrario di come l’apparente realtà ci vorrebbe far credere. Si apprenderà come la pratica della nonviolenza attiva vada a risolvere le radici del conflitto e non i sintomi, e che apprendere a praticare la nonviolenza attiva nella nostra vita quotidiana, in classe, in biblioteca, a casa, in palestra, al parco, a lavoro, sui mezzi e in ogni luogo della nostra giornata quotidiana, possa realmente trasformare la nostra vita e quella di chi ci circonda. All’interno si troveranno testi di diverso calibro, destinati a bambine/i, ragazze/i, insegnanti, ma anche seminari per i docenti, giochi relazionali mirati al dialogo, alla conoscenza e all’empatia verso l’altro, laboratori a tema (La Regola d’Oro, La panchina o il cerchio del dialogo) che possono coinvolgere anche le famiglie per poter apprendere insieme come esercitarsi a praticare la nonviolenza.
Realizzazione: lo scaffale potrebbe essere già presente nelle scuole e nelle biblioteche e potrebbe essere semplicemente ridestinato per questo proposito. Alternativamente potrebbe essere realizzato con il contributo volontario di studenti e famiglie o con fondi dedicati. Altrettanto i libri possono essere in parte già presenti nelle biblioteche e semplicemente ri-ubicati; possono essere chiesti come partecipazione della comunità educante al progetto: come donazione dalle famiglie, dalle associazioni culturali e dalle librerie di quartiere; comprati come contributo volontario di almeno 1 libro per classe; acquistati con fondi dedicati delle scuole o delle biblioteche.
Per poter dare rilievo al progetto, si suggerisce di rendere lo scaffale ben visibile e riconoscibile:
A) Colore. Preferibilmente l’arancione, considerato un colore che esprime entusiasmo, armonia interiore, pace dei sensi e fantasia.
B) Posizionamento. se possibile in un punto ben visibile.
C) Simboli e decorazioni: avrà i simboli della nonviolenza e della pace e una breve spiegazione degli stessi (vedi di seguito), sarà decorato con frasi e disegni a tema da parte degli studenti e della comunità.
D) Loghi: se possibile avrà il logo de La Comunità per lo sviluppo umano (che fornirà gratuitamente alcuni dei libri consigliati) e del Comune (se rilascerà il Patrocinio). 
Durata del Progetto: una volta installati e riempiti gli scaffali, inizierebbe la sua reale ricaduta sulla comunità, che a sua volta si preoccuperà che gli scaffali siano sempre vivi e rinnovati. Il progetto e la catena di trasformazione da esso generata ha quindi una durata illimitata.
Libri suggeriti:
Libri di Gandhi, Mandela, Martin Luther King, Malala Yousafzai, Gianni Rodari, o di scrittori che parlino di loro. Libri di giochi, libri sulla meditazione.
Aldo Capitini: Le tecniche della nonviolenza, La ragioni della nonviolenza.
Mario Luis Rodrigues Cobos: Umanizzare la terra, Lettere ai miei amici, Discorsi.
Luis Alberto Ammann: Autoliberazione
Pat Patfoort: Difendersi senza aggredire
Martine Sicard: Un cammino per la pace e la nonviolenza
Olivier Turquet: I grandi non capiscono mai da soli
Erasmo da Rotterdam: Il lamento della Pace
Pico della Mirandola: La dignità dell’uomo
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AA.VV., Il libro de La Comunità, Firenze, Multimage, 2009 |
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AA.VV., Scuola Sconfinata. Proposta per una rivoluzione educativa, Milano, Fondazione Feltrinelli, 2021 |
Un’ampia bibliografia di testi e manuali per bambini, studenti, docenti e comunità educante è riportata qui >>>
I SIMBOLI
Il simbolo della Nonviolenza attiva fu realizzato alla fine del 2006 da uno di studioso dell’Umanesimo Universalista.
Il simbolo racchiude i due principi alla base della nonviolenza interna ed esterna:
- La coerenza interna: Pensare, sentire e agire nella stessa direzione, ossia agire in unità interiore.
- Il principio morale della Regola d’Oro: Quando tratti l’altrƏ come vuoi essere trattaƏ, ti liberi. L’azione solidale e la coerenza esterna.
Il cerchio ha molti significati, ma la maggior parte di loro sono legati alla perfezione. L’autore ha deciso di fare due cerchi, uno più piccolo e interno per l’individuo (la coerenza interna) e intorno a lui uno grande per l’universo, la società o l’altro, (la coerenza esterna). Ma queste due proposte di base non sono separate l’una dall’altra, così sono collegate con due semicerchi, esprimendo principalmente 2 significati:1) la connessione e interdipendenza tra la coerenza interna ed esterna; 2) il collegamento e interdipendenza tra l’individuo e la società che lo circonda. Questa relazione è sempre attiva in entrambe le direzioni e in continuo movimento. Nel segno si riconosce infatti un altro simbolo che è il vortice a spirale: rappresenta l’individuo e l’universo in movimento, in evoluzione e la forza interiore crescente, che è una conseguenza della nonviolenza attiva e un riferimento importante per l’umanesimo universalista. Si è diffuso attraverso la realizzazione di simboli umani in occasione della celebrazione della Giornata internazionale per la Nonviolenza (2 ottobre) e con la promozione e realizzazione della Prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza promossa dall’organizzazione internazionale Mondo senza Guerre e senza Violenza nel 2009. La Terza Marcia partirà dal Costa Rica il 2 ottobre 2024.

Il simbolo della Pace fu realizzato nel 1958 da Gerald Holtom, un designer di professione del Royal College of Art in Gran Bretagna. Si è diffuso ed è divenuto famoso negli anni Sessanta e Settanta. Questo simbolo è stato dapprima creato per rappresentare la campagna di disarmo nucleare e poi ha assunto un significato più ampio, arrivando a rappresentare in generale l’antimilitarismo. Il 17 febbraio del 1958 si radunava per la prima volta, a Westminster, il Campaign for Nuclear Disarmament che rappresentava il primo movimento contro la diffusione del nucleare. Alla fine degli anni Cinquanta, il pericolo di un conflitto nucleare tra le due superpotenze, USA ed URSS, era a livelli massimi. Il logo del movimento è da allora il simbolo della Pace, non solo contro il nucleare, ma contro la guerra in ogni sua forma. Questo simbolo è rimasto ancora oggi legato esclusivamente alle proteste contro il diffondersi del nucleare e al movimento pacifista. Il logo unisce due lettere dell’alfabeto semaforico usato in marina: la N per nuclear; la D per disarmament, ovvero disarmo. Questi due simboli sono inseriti in un cerchio che rappresenta il mondo.
È stato utilizzato per rappresentare la lotta per i diritti delle donne, degli omosessuali e contro l’Apartheid. La prima volta che il simbolo della pace ha fatto la sua comparsa fu durante la Marcia di Aldermaston, avvenuta nel 1958. Tale marcia partì da Londra per arrivare fino a Aldermaston, luogo in cui era ubicata una fabbrica di armi nucleari, dopo un tragitto di 80 km
TESTIMONIANZE
Primo scaffale in Italia all’ I.C. Villaggio Prenestino
Il Dirigente scolastico IC Villaggio Prenestino
Dott.ssa Angela Giuseppina Ubrìaco
Gentilissimo Claudio Roncella,
Nell'accogliere la proposta di costituire uno scaffale dedicato alla nonviolenza all'interno della Biblioteca "Francesca Morvillo e Giovanni Falcone" dell'IC Villaggio Prenestino, si è cercato di portare avanti l'ambizioso progetto di coniugare il piacere della lettura con lo stimolo alla riflessione su importanti tematiche incluse nella cultura della nonviolenza. Offrire a tutti gli studenti lo spunto di avvicinarsi a questa tematica dedicando uno scaffale ben evidente all'ingresso della Biblioteca è risultata una scelta vincente. Fornire alle studentesse e agli studenti, nonchè ai docenti, una selezione di opere tratte dai grandi classici del pensiero della nonviolenza fornisce alla scuola spunti per lavorare sulla cultura della nonviolenza a 360°, con particolare riferimento anche alle relazioni interpersonali fra giovani così come nella prospettiva delle relazioni fra popoli, fra culture diverse. Questo fa si che si realizzi pienamente l'obiettivo della conoscenza dell'altro e l'accettazione della diversità, fondamentale risultato dell'attività didattica che punta quotidianamente a contrastare fenomeni e situazioni di violenza, anche quelle che prevaricano sulla libertà degli altri.
Siamo orgogliosi di essere stati i primi a realizzare questo scaffale che cresce, alimentandosi delle scelte condivise fra docenti alunni e non ultimo con le famiglie degli alunni che spesso donano alla biblioteca significativi volumi da leggere. Puntiamo, quindi, con questa attività a costruire nelle giovani generazioni un atteggiamento a vivere la propria vita con l'idea che, se è vero che esiste la violenza, è altrettanto vero che i conflitti possono essere gestiti in modo diverso,diventando motori di un cambiamento sociale e civile verso la pace.
23 Aprile 2024
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Il Dirigente scolastico
Dott.ssa Angela Giuseppina Ubrìaco
I.C. Villaggio Prenestino
Via Fosso dell'Osa,507
00132 Roma
Insegnante Professoressa Elisa Bucellato
A distanza di un anno dall'istituzione dello scaffale della Nonviolenza presso la Biblioteca "Francesca Morvillo e Giovanni Falcone" del plesso Rossini (IC Villaggio Prenestino) si è deciso di spostare lo scaffale dei libri proprio all'entrata, in una posizione estremamente visibile, centrale e prominente, dopo alcuni lavori effettuati grazie alla Dirigente tramite la presentazione dei progetti finanziati con il PNNR.
Lo scaffale dei libri della Nonviolenza ha suscitato grande interesse tra gli alunni e le alunne e gli/le insegnanti che con passione continuano a leggere i libri destinati alle diverse fasce d'età e a condividerne le storie.
Alcuni insegnanti e componenti del personale Ata hanno deciso di aderire a corsi di formazione relativi alla tematica Nonviolenta e cercano di lavorare quotidianamente attuando strategie Nonviolente nelle classi e fuori, per migliorare le relazioni tra tutti i componenti della scuola. Persino alcuni genitori hanno chiesto libri in prestito dallo scaffale della Nonviolenza per leggerli con i/le figli/e.
Nell'ora di educazione civica, trasversale a tutte le discipline, le tematiche e i personaggi di quei libri vengono spesso affrontate e lette.
La nostra comunità scolastica ha intenzione di istituire incontri periodici, laboratori con esperti nel campo e di partecipare a incontri e a nuove inaugurazioni dello scaffale della Nonviolenza come ha già fatto nel mese di maggio 2023 presso la Biblioteca Tullio De Mauro e nel mese di dicembre 2023 presso l'associazione ZDL.
Uno scaffale di libri a tematica Nonviolenta nella Biblioteca è come essere al riparo sotto un frondoso e possente albero: può far da riparo, può farci sentire solidi perché ha forti radici e molto speranzosi di un futuro migliore perchè è già qui e ora con i suoi rami frondosi e ricchi di gemme che indicano nuove strade da percorrere.
Firmato Professoressa Elisa Buccellato
Secondo scaffale all’ I.C. Via Acquaroni
Insegnante Maestra Tamara Lazzeretti
Quando per la prima volta il signor Claudio Roncella ci ha proposto il posizionamento di uno scaffale per la non violenza, la domanda è sorta spontanea: perché proprio non violenza e non piuttosto pace? La presentazione del progetto è stata chiara: la non violenza è un atteggiamento che non solo vuol portare la pace, ma che rifiuta la violenza. Quindi, insieme alla precedente Responsabile della Biblioteca del nostro I C Via Acquaroni, la docente Rita Lavia, abbiamo procurato gli scaffali adatti, li abbiamo colorati di arancione e abbiamo scelto di posizionarli in un punto di passaggio nell'atrio del plesso della scuola primaria di via Merlini 8. Qui passano i ragazzi della scuola secondaria e primaria ogni giorno per andare in mensa; qui passano tutti coloro che vengono ad assistere a riunioni, seminari, colleghi, incontri sia programmati che estemporanei; qui passano tutti i ragazzi della scuola primaria per uscire dal plesso alle ore 16.20, visto che questo è un plesso a tempo pieno; qui i bambini della scuola dell'infanzia, a volte anche accompagnati dai genitori, transitano per andare nei nostri laboratori. L' inaugurazione nel maggio 2023 di questi due scaffali è stato accolta con grande entusiasmo e ha subito suscitato nei nostri alunni alcune curiosità su personaggi conosciuti, come Malala, e meno noti, come Nelson Mandela, Martin Luther King e Gandhi. È da notare che i ragazzi ( ma anche docenti e personale scolastico ) hanno chiesto il giorno stesso:"possiamo prendere un libro?" , "Posso portarlo a casa?". Alcuni libri non sono più tornati, ma, come è nostra convinzione, il fatto che qualcuno voglia tenere per sé un libro vuol dire semplicemente che quel libro a quella persona ha dato più di ciò che poteva dare ad altri. Noi coi fondi della scuola possiamo sicuramente ricomprarli. Per quell'individuo che l'ha tenuto per sé quel libro rappresenterà sicuramente un punto di svolta, più che una dimenticanza, o almeno a noi piace credere questo. Tornando allo scaffale, possiamo notare che, per il suo vissuto più vicino all'età dei nostri alunni e per la sua storia, Malala è stata presentata più volte all'interno dei nostri progetti sulla parità di genere, mentre quelli che hanno suscitato più interesse stavolta sono stati personaggi come Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela. "Ma chi è ?" "Che ha fatto?" "È morto?". Arrivato il nostro arduo compito, abbiamo cercato di veicolare meglio che potevamo queste figure così eccellenti. I ragazzi di colore, in particolare, che si sentono sempre tanto coinvolti quando si parla di argomenti come apartheid, segregazione, razzismo, son tornati a scuola il giorno dopo dicendo:"Mae', lo sai che i miei genitori li conoscono tutti e due, Martin Luther King e Nelson Mandela? Che forza, non lo sapevo..." " Pure i miei..." "Anche la mia mamma, ha detto che Mandela ha fatto tanto..." La maggior parte delle famiglie in questione conosceva Nelson Mandela, ma questo semplicemente perché di provenienza nord- centro Africa. Di conseguenza, gli alunni hanno voluto terminare, per così dire, il percorso guardando il film "Invictus". Le loro riflessioni si sono soffermate in particolare sulla gentilezza di Nelson Mandela nei confronti di tutti quelli che lo circondavano,qualunque carica ricoprissero, dall'autista all'usciere, a quelli che potevano essere considerati i suoi excarcerieri. I ragazzi sono rimasti meravigliati che, nonostante avesse passato tutti quegli anni in una cella così piccola, solo con se stesso,non si fosse incattivito. Noi docenti pensiamo e crediamo che sia il messaggio più grande sulla non violenza: una predisposizione d'animo che va coltivata fin dalla più giovane età. Di conseguenza ringraziamo Claudio Roncella per averci fatto parte del progetto.
PS gli scaffali continuano ad essere "depredati", il che vuol dire che non sono indifferenti e questo ci fa molto piacere.
Ins. Tamara Lazzeretti,
Referente per la prevenzione e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo,
Istituto Comprensivo Via Acquaroni
Roma
15 febbraio 2024
Insegnante Maestro Daniele Alessandroni
Ogni mattina entrando a scuola, dopo aver salutato i colleghi all'ingresso, mi trovo davanti allo scaffale della nonviolenza. Ogni volta mi coglie uno stupore nel vederlo la, abituato a trattare il tema da molti anni in altri contesti mi sembra quasi un oggetto fuori posto. Ma è la e questo mi sembra molto importante e prezioso in un contesto complesso e importante come quello scolastico ed ancora più importante in una scuola che è situata in un quartiere difficile, dove spesso i modelli e riferimenti sono di tutto altro genere.
Anche io sono cresciuto in un quartiere difficile della periferia romana e ricordo con piacere il giorno in cui lessi per la prima volta di Gandhi insieme ai mie compagni, fu come scorgere il sole dietro le nuvole. Anche se ero piccolo quell' evento mi colpì e sicuramente contribuì moltissimo a ciò che sono ora.
12 gennaio 2024

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